L’insegnamento e l’opera di Leopoldo Elia a dieci anni dalla morte

Flavia Piccoli Nardelli è intervenuta al convegno per ricordare “L’insegnamento e l’opera di Leopoldo Elia a dieci anni dalla morte“, svoltosi il 10 dicembre, presso l’Aula Calasso del Dipartimento di Scienze Giuridiche dell’Università La Sapienza di Roma.

Leopoldo Elia era «convinto che la politica fosse anche una scuola, un momento di crescita e di apprendimento collettivo, dove i cittadini s’intendono perché si conoscono e s’incuriosiscono l’uno l’altro e si ritrovano nel recinto della Costituzione, che è abbastanza largo da comprenderci tutti».

Manovra, Lorenzo Casini: Cultura mortificata, nessuna risorsa aggiuntiva e manca una programmazione di ampio respiro

Pubblichiamo la lunga intervista “Cultura mortificata, nessuna risorsa aggiuntiva e manca una programmazione di ampio respiro” dell’Agenzia Giornalistica AgCult.it al prof. Lorenzo Casini, ordinario di diritto amministrativo nella Scuola IMT Alti studi di Lucca che ha lavorato anche alle leggi di bilancio nella scorsa legislatura, che analizza con rigore le misure per la cultura contenute nella manovra di bilancio del Governo Lega-5 Stelle.

«Sono dunque tempi difficili per la cultura, con conseguenze negative anche per tutta la società. Perché, come rilevava Ronald Dworkin in uno dei suoi ultimi libri, sono proprio l’istruzione e la cultura a rendere possibile la democrazia: non investire in questi settori, impoverisce e compromette le condizioni di vita democratica di un Paese».

La Cultura resta una nostra priorità

Anna Ascani, capogruppo del Partito Democratico in Commissione Cultura alla Camera dei deputati, risponde con un tempestivo quanto esauriente articolo, La Cultura resta una nostra priorità pubblicato su “Il Messaggero” del 9 dicembre, alle critiche sull’assenza di un dibattito politico per promuovere la crescita culturale del Paese che Luca Ricolfi ha cercato di argomentare nel suo editoriale “La cultura dimenticata vero freno alla crescita. Il silenzio dei partiti”, pubblicato sempre da “Il Messaggero” dell’8 dicembre.

Legge di Bilancio: nessuna progettualità sulla cultura

«Nella legge di bilancio manca progettualità sulla cultura. Non ci sono gli investimenti dei cinque anni precedenti e un Paese che non investe in cultura è un Paese che non costruisce il futuro”, dichiara all’agenzia di stampa DIRE Flavia Piccoli Nardelli, deputata del Partito Democratico, al termine di una conferenza stampa alla Camera sulle gravi lacune della nuova legge di bilancio presentata dal governo Lega-5Stelle.

Il Governo è contro la cultura. Il PD dice no

«Senza cultura, senza istruzione non c’è futuro. Il governo Lega-5Stelle ha presentato una legge di Bilancio impietosa per scuola, cultura, ricerca, editoria.

Questa manovra fa danni enormi: per la cultura non ci sono progetti, non ci sono fondi, non ci sono idee» dichiara Flavia Piccoli Nardelli nella conferenza stampa del Partito Democratico dal titolo “Il governo contro la cultura, la scuola, l’università, la ricerca, lo sport, l’editoria: il Pd dice NO”.

Perché ho votato contro il decreto sicurezza

Il decreto legge 113 è molto lontano dall’idea di sicurezza che apparentemente afferma di voler garantire o almeno lo è per la cultura politica cui appartengo. È legato ad un’idea di sicurezza “militarizzata” molto lontana da quella fatta di impegno per la collettività, per la società civile, fatta di aiuto reciproco, in cui mi riconosco. Assimilare in un unico provvedimento sicurezza e immigrazione lo si è detto è profondamente sbagliato: molte delle misure previste non offrono garanzie adeguate, specialmente verso le persone più deboli come i minori non accompagnati.

Decreto sicurezza: il governo crea un esercito di irregolari

«State creando centomila persone senza più nome né volto, oggi sono seguite dai comuni, domani saranno espulse dai percorsi regolari ma non spariranno: vagheranno come fantasmi per le nostre città» afferma il capogruppo del Partito Democratico alla camera dei deputati, Graziano Delrio, nella dichiarazione di voto sul decreto sicurezza, criticando una norma sbagliata che demolisce il circuito virtuoso degli Sprar e i permessi umanitari per i richiedenti asilo.