Covid, Pd: bene Franceschini, riaprire cinema, musei, teatri

(ANSA) – ROMA, 22 FEB – «Le dichiarazioni del ministro Franceschini tracciano il percorso da seguire per la riapertura in sicurezza di cinema, musei e teatri. La battaglia al covid e la salute dei cittadini restano al primo posto, ma condividiamo l’obiettivo di essere tra i primi in Europa a poter riaprire. Sarebbe fondamentale per tutti i lavoratori di questo settore e piu’ in generale per la cultura italiana ed europea”, dichiarano in una nota i deputati del Partito Democratico della Commissione Cultura della Camera.

Milleproroghe: fondi Fus a lavoratori spettacolo

(ANSA) – ROMA, 20 FEB – «Una delle categorie più colpite da questa pandemia è quella delle lavoratrici e dei lavoratori del mondo dello spettacolo dal vivo. Un settore di vitale importanza per la nostra cultura, e per la nostra stessa vita. Molte iniziative sono state messe in campo per cercare di tutelare e sostenere questa tipologia di lavoratori, ed è in quest’ottica che considero importante l’approvazione dell’emendamento al cosiddetto decreto Milleproroghe che consentirà di destinare le risorse del Fondo Unico per lo Spettacolo che in questi mesi non è stato possibile utilizzare a causa del covid per integrare le misure a sostegno del reddito dei dipendenti degli organismi dello spettacolo dal vivo», dichiara Flavia Piccoli Nardelli, capogruppo Pd in Commissione Cultura della Camera.

Dal Governo ci aspettiamo molto su cultura e scuola

(9Colonne) Roma, 19 feb – «Noi ci aspettiamo molto, Draghi ha fatto un bellissimo intervento in Senato che poi ha ripreso ieri dedicando a cultura, scuola, formazione molta parte del suo programma», così a 9colonne la deputata del Pd Flavia Piccoli Nardelli, della Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera, all’indomani della fiducia ricevuta dal governo Draghi a Montecitorio.

Cultura, scuola, università e ricerca per valorizzare il capitale umano

«Utilizzare il Next Generation EU per rafforzare il sistema di istruzione e per il contrasto alla povertà materiale ed educativa ci consentirà di incidere sulla disomogeneità territoriale», ha affermato Flavia Piccoli Nardelli nel corso del suo intervento durante la discussione alla Camera sulle dichiarazioni programmatiche del Presidente del Consiglio dei ministri, Mario Draghi.

«Valorizzare il patrimonio materiale e immateriale garantendo coesione sociale per generare cultura inclusiva, orientata alla promozione e alla crescita delle persone, alla creazione di un legame tra generazioni presenti e future, dovrà essere il nostro comune obiettivo» ha concluso la capogruppo Dem della Commissione Cultura.

UniBa, Contaminazioni: un evento per immaginare il futuro della conoscenza

Flavia Piccoli Nardelli è intervenuta alla Conferenza di Ateneo 2021 dell’Università degli Studi di Bari dedicata al tema delle Contaminazioni. Contaminazioni tra metodi e oggetti, Contaminazioni delle conoscenze, dei saperi, dei linguaggi.

Due giornate di incontri articolati in quattro sessioni per avviare una discussione valutativa dei processi di trasformazione in atto, per dare risposte multi-disciplinari ai problemi emergenti nell’economia e nella società.

Valdo Spini: “Ecco perché Draghi è un socialista liberale”

Condivido con piacere l’intervista di Simonetta Fiori a Valdo Spini pubblicata sulle pagine de “La Repubblica”, dell’8 febbraio scorso, dal titolo «Valdo Spini: “ecco perché Draghi è un socialista liberale”»

È una bellissima intervista che aiuta questo Paese a capire che cosa è il “lib-lab“, spiegando quale è il senso di vero riformismo che gli è proprio e che oggi mi sembra particolarmente importante. Ne esce un bellissimo ritratto di Draghi ma ne esce anche un bellissimo ritratto di Valdo Spini!

2020: il miracolo dei libri?

Flavia Piccoli Nardelli è intervenuta alla videoconferenza “2020: IL MIRACOLO DEI LIBRI – L’impatto della pandemia sui comportamenti di lettura e sul mercato librario“, un incontro online organizzato dal “Forum per il libro” per discutere insieme sull’anno appena trascorso.

A fine aprile 2020, al momento della riapertura delle librerie, la previsione per fine anno era di un -20% nelle vendite dei libri. Cos’è successo se il 2020 chiude alla pari con l’anno precedente? Alcuni dicono che i libri hanno venduto perché la gente con il lockdown ha avuto più tempo libero…ma non è così: basti pensare al fatto che a marzo e aprile gli italiani hanno letto meno e frequentato di più TV e Internet.