La nuova organizzazione del Mibact

Il Ministro Dario Franceschini ha illustrato questa mattina alla stampa il nuovo regolamento di riorganizzazione del Ministero per i Beni e le Attività culturali e per il Turismo. Al centro il rafforzamento e l’integrazione del turismo con le politiche culturali, il potenziamento delle funzioni di tutela e l’incremento dei presidii sul territorio, una forte attenzione alle industrie culturali e creative e alla digitalizzazione del patrimonio culturale, il miglioramento dell’efficienza organizzativa e il potenziamento dell’autonomia dei musei e degli istituti MiBACT

Nascono dieci nuovi musei autonomi e dieci nuove soprintendenze; tre nuove direzioni generali – turismo, creatività contemporanea, sicurezza del patrimonio culturale. Nasce l’Istituto per la digitalizzazione del patrimonio, la Digital Library italiana; la Soprintendenza Nazionale per l’Archeologia Subacquea; il rafforzamento dell’Archivio Generale dello Stato di Roma e della rete degli archivi; il potenziamento dell’autonomia degli istituti scientifici del Ministero e delle biblioteche a partire da quella dei Girolamini di Napoli che diviene biblioteca nazionale.

Queste le principali novità del regolamento voluto da Franceschini che, come lui stesso ha detto in conferenza stampa, si muove su quattro assi: “Integrare nuovamente il turismo con le politiche culturali”; “potenziare le funzioni di tutela, anche incrementando il numero di presidii sul territorio”; “rafforzare le strutture per la creatività contemporanea e la digitalizzazione”; “rilanciare l’autonomia dei musei e migliorare l’efficienza organizzativa”.

TURISMO
Torna rafforzata la Direzione generale Turismo con il compito di curare i rapporti con le regioni, attuare il Piano strategico nazionale, concorrere alla promozione turistica e vigilare sull’Enit e sugli altri enti operanti nel settore.
La nuova Direzione Generale, inoltre, integra le proprie competenze con quelle di tutela e di attività culturali. In tale ottica assume un ruolo strategico la figura dei Segretari regionali del ministero, ripristinati nella loro dimensione territoriale originaria riferita all’intera Regione che è l’interlocutore istituzionale del Ministero in questo settore.
“Il settore del turismo torna nel proprio ambito naturale – ha dichiarato il ministro Franceschini – dal momento che sempre di più sarà necessario governare e indirizzare i grandi flussi turistici per decongestionare le città d’arte, rispondendo a un’esigenza di salvaguardia del patrimonio”.

TUTELA
Il nuovo regolamento del ministero, approvato ieri dal Consiglio dei Ministri, istituisce dieci nuove soprintendenze.
“È un atto che potenzia l’intera rete della tutela del patrimonio culturale sul territorio nazionale – ha dichiarato il Ministro Franceschini – in base al quale l’articolazione periferica del MiBACT viene rafforzata riequilibrando il rapporto tra centro e periferia a favore della seconda e aumentando le strutture e i presidii territoriali in base a parametri demografici e a dati oggettivi in modo da garantire un servizio efficace ed efficiente”.
Con il potenziamento delle sedi periferiche in base a parametri oggettivi, nascono 7 nuove Soprintendenze archeologia belle arti e paesaggio (Rieti e Viterbo e per l’Etruria meridionale; Cosenza; Pavia, Monza e Brianza; Imperia e Savona; Ascoli Piceno, Fermo e Macerata; L’Aquila e Teramo), 3 nuove Soprintendenze archivistiche e bibliografiche di Umbria; Basilicata; Campania e la soprintendenza nazionale per il patrimonio subacqueo di Taranto, con competenza anche territoriale sulla città e la sua provincia.

Nasce la Direzione per la Sicurezza del patrimonio culturale, una scelta in linea con quanto il Ministero sta portando avanti in sede internazionale dove, solo poche settimane fa, ha ribadito alla direttrice generale Unesco, Audrey Azoulay, la necessità di intervenire con protocolli e procedure ben definite a difesa del patrimonio culturale minacciato dal terrorismo, dalle calamità naturali e dagli effetti negativi del cambiamento climatico. La nuova direzione avrà due servizi: uno dedicato alle emergenze e l’altro alle ricostruzioni.
“Davanti alle calamità è necessario intervenire con procedure definite per difendere il patrimonio culturale. L’Italia – ha dichiarato il Ministro Franceschini – vanta eccellenze e professionalità apprezzate in tutto il mondo. Trova così pieno rilievo istituzionale l’enorme esperienza maturata nei decenni con la messa in sicurezza e il recupero del patrimonio colpito durante conflitti, terremoti e inondazioni.”

“L’istituzione di una Soprintendenza archivistica e bibliografica della Campania è un atto che si inserisce nell’ambito del rafforzamento dell’intera rete della tutela del patrimonio culturale sul territorio nazionale. Si tratta del giusto riconoscimento al valore dello straordinario patrimonio archivistico, documentale e librario della Campania”.

Con la Soprintendenza nazionale per il patrimonio subacqueo di Taranto, “nasce una struttura nuova chiesta da decenni – dichiara il Ministro Franceschini – che ha origine da una consapevolezza fin troppo ovvia: siamo un paese circondato dal mare. L’archeologia subacquea è stato uno dei campi di ricerca più importanti che il nostro Paese abbia avuto, una competenza che si è andata via via svuotando e oggi conta poco più di una decina di unità che vantano professionalità specifiche in questo settore. Abbiamo creato quindi una soprintendenza nazionale per il patrimonio subacqueo con sede a Taranto e che avrà due sedi operative, una a Venezia e una a Napoli. Questa Soprintendenza avrà anche competenza territoriale sulla provincia di Taranto, che torna ad avere così una sede dedicata per la tutela, oltre a una competenza nazionale che si integrerà con quelle territoriali per quello che riguarderà il patrimonio subacqueo. Questo intervento è parte del rilancio della città che il Ministero sta definendo e che passa anche attraverso la cultura”.

INVESTIMENTO SUL FUTURO
Con la creazione della nuova Direzione Generale Creatività Contemporanea e dell’Istituto per la digitalizzazione del patrimonio, la Digital Library italiana, il MiBACT si allinea all’esigenza di rivolgere al futuro parte della propria attenzione.
Alla nuova Direzione Generale Creatività Contemporanea sono affidate le competenze in materia di rigenerazione urbana, periferie, industrie culturali e creative, fotografia, design e moda. Mentre la Digital Library ha il compito di coordinare ogni iniziativa del MiBACT riguardante la digitalizzazione del patrimonio e a essa fanno riferimento i quattro istituti centrali del Ministero con competenze di catalogazione e ricerca in materia di archivi, biblioteche, catalogo e beni sonori.
“Verrà creato nel nostro Paese un istituto per la digitalizzazione del patrimonio culturale, in altre parole una digital library in cui si troverà il patrimonio infinito, unico al mondo, fatto da 101 archivi, dalle biblioteche, dagli archivi fotografici delle soprintendenze e dei nostri istituti culturali. La digitalizzazione di questo patrimonio è una sfida che non ha eguali al mondo, forse il progetto più ambizioso di tutti”.

MUSEI: RAFFORZATA L’AUTONOMIA
Nascono sette nuovi musei autonomi introdotti dalla riorganizzazione del Mibact, approvata dal Consiglio dei Ministri. Vengono istituiti:

  • il museo del Vittoriano e Palazzo Venezia;
  • la Pinacoteca Nazionale di Bologna;
  • Museo Nazionale d’Abruzzo;
  • Museo Archeologico Nazionale di Cagliari;
  • Palazzo Reale di Napoli;
  • Museo Nazionale di Matera;
  • Parco Archeologico di Sibari.

Viene conferma l’autonomia per:

  • la Galleria dell’Accademia di Firenze;
  • il Parco Archeologico dell’Appia Antica;
  • il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia.

“L’autonomia funziona – ha dichiarato il Ministro Franceschini – e in questi anni ha portato sicuramente maggiori visitatori, ma è stata soprattutto un ottimo strumento per modernizzare i musei italiani e rafforzare la tutela e la produzione scientifica. I dati parlano chiaro: l’incrocio tra riforma e qualità dei direttori si è dimostrato un mix vincente per il sistema museale italiano”.
I nuovi musei autonomi sono stati scelti in base alla rilevanza dei luoghi e delle collezioni, alle potenzialità di sviluppo, alla distribuzione geografica, agli elementi storico artistici, alla sostenibilità economica, agli impatti sociali sulle comunità. Adesso, come per i primi musei e parchi archeologici oggetto della Riforma del 2014, la selezione del direttore avverrà con bando internazionale: l’avviso sarà pubblicato nei primi mesi del 2020 affinché possano concorrere i maggiori esperti di gestione museale.

La nuova organizzazione del Ministero riconosce la rilevanza del Museo di Cagliari che offre, attraverso la sua collezione archeologica, un’approfondita e importante fotografia della storia del territorio sardo e custodisce uno dei più antichi esempi nell’ambito del Mediterraneo di statuaria in pietra del periodo nuragico: i Giganti di Mont’ e Prama.
“Come è successo per le altre realtà che hanno visto rafforzata la loro autonomia sono sicuro che anche per il Museo di Cagliari s’innescherà un percorso virtuoso che contribuirà alla crescita e allo sviluppo del territorio, facendone un attrattore culturale turistico di rilievo internazionale”.

“Il Parco Archeologico di Sibari, nel cuore della Calabria, – ha dichiarato il Ministro – conserva i resti di una delle più ricche e importanti città della Magna Grecia, rappresenta per il Mibact e per tutto il Paese una grande sfida di riscatto.  Come a Pompei, anche a Sibari abbiamo la possibilità di invertire una percezione sbagliata di un intero territorio, ricco di tesori archeologici e opportunità”.
Attraverso la selezione dei maggiori esperti in materia di gestione museale – la selezione del direttore avverrà con bando internazionale nei primi mesi del 2020 – e una più ampia autonomia tecnico scientifica, il Parco Archeologico di Sibari potrà diventare un volano di sviluppo per il Mezzogiorno, a cui concorre tutto il territorio.

Si riconosce la rilevanza della collezione della Pinacoteca di Bologna che offre ai visitatori un affascinante percorso attraverso la pittura emiliana dal XIII al XVIII secolo. In linea con gli altri musei statali, la pinacoteca ha visto crescere, in questi anni, il numero di visitatori e presenta ancora molte potenzialità.
“Come è successo per le altre realtà che hanno visto rafforzata la loro autonomia sono sicuro che anche la Pinacoteca innescherà un percorso virtuoso che contribuirà alla crescita e allo sviluppo del territorio”.

Nasce il Museo Nazionale di Matera. L’istituto, che vede l’unione del Museo Nazionale “Domenico Ridola” e il Museo Nazionale di Palazzo Lanfranchi. La nuova organizzazione del Ministero riconosce la rilevanza dei due attuali musei che custodiscono collezioni di alto pregio storico artistico che spaziano dai reperti della preistoria alle opere d’arte sacra, a quelle della scuola napoletana del Sei e Settecento fino all’arte contemporanea.
“L’istituzione del Museo Nazionale di Matera è un modo per continuare l’anno straordinario di Matera Capitale della Cultura Europea. Come è successo per le altre realtà che hanno visto rafforzata la loro autonomia sono sicuro che anche per il Museo Nazionale di Matera si innescherà un percorso virtuoso che contribuirà alla crescita e allo sviluppo del territorio”.

La nuova organizzazione del Ministero riconosce la rilevanza del Museo Nazionale d’Abruzzo che offre, attraverso la collezione archeologica e quella di dipinti, sculture e oreficerie che vanno dal Medioevo all’Età Moderna, una testimonianza vitale dell’identità e della storia della cultura della regione Abruzzo. Alcune delle opere custodite al Munda sono state recuperate tra le macerie del sisma che ha colpito l’Aquila nel 2009 e restituite alla collettività grazie a complessi interventi di restauro.
“Come è successo per le altre realtà che hanno visto rafforzata la loro autonomia sono sicuro che anche per il Munda – Museo Nazionale d’Abruzzo s’innescherà un percorso virtuoso che contribuirà alla crescita e allo sviluppo del territorio, facendone un importante attrattore culturale e turistico. La rinascita de L’Aquila passa anche dalla cultura”.

Dall’unione de Il Vittoriano e di Palazzo Venezia nasce uno dei dieci musei autonomi introdotti dalla riorganizzazione del Mibact. “Fino ad oggi il Polo Museale del Lazio ha portato avanti un lavoro importante di tutela e valorizzazione de Il Vittoriano e di Palazzo Venezia, che ha dato avvio a un vero cambiamento. Si tratta di due istituzioni delle Stato con potenzialità enormi per prestigio delle collezioni, collocazione e per ampia disponibilità di spazi che il nuovo istituto potrà offrire per ospitare le grandi mostre, nel cuore di Roma”.

ARCHIVI E BIBLIOTECHE
Nascono 3 nuove soprintendenze archivistiche e bibliografiche, si ritorna all’autonomia organizzativa degli archivi di Stato, l’archivio centrale dello Stato torna di livello dirigenziale generale e viene rafforzata l’autonomia tecnico-scientifica di archivi e biblioteche.
Inoltre, aggiunge il Ministro Franceschini: “abbiamo scelto, di istituire una nuova Biblioteca nazionale, quella dei Girolamini, che si aggiungerà alle sei esistenti. Un luogo fortemente simbolico anche nella sventura, un luogo di storia e di amore dei dipendenti per il patrimonio librario che può diventare una straordinaria storia di riscatto dell’intero Complesso dei Girolamini e del quartiere circostante”.

PATRIMONIO IMMATERIALE
Viene ripotenziato il settore della demoetnoantropologia con il ripristino del servizio dirigenziale nella Direzione Generale Archeologia Belle Arti e Paesaggio e il rilancio dell’area funzionale nelle Soprintendenze.
Nasce l’istituto centrale del patrimonio immateriale. “Tradizioni, folklore, cibo costituiscono un patrimonio enorme» ha affermato il Ministro Franceschini.

EDUCAZIONE E RICERCA
Viene potenziata la direzione generale educazione e ricerca che si occuperà di istituzioni culturali.  Nuova autonomia speciale per tutti gli istituti centrali del Mibact. Viene confermato il livello dirigenziale per l’Istituto Centrale per l’Archeologia e nasce l’ufficio Unesco presso il Segretariato Generale

Istituti culturali, 2 milioni i contributi annuali 2019 a 276 enti

Il ministero per i beni e le attività culturali ha pubblicato il decreto ministeriale di riparto dei contributi annuali agli Istituti culturali, anno 2019, ai sensi dell’articolo 8 della Legge 534/1996. Di notevole interesse l’articolo pubblicato dall’Agenzia Giornalistica AgCult.it sul provvedimento che ne esamina puntualmente i contenuti.

AgCult 6 settembre. Lo stanziamento favorisce 276 istituti culturali ed ammonta a 2.000.519 euro (305.655 euro in meno rispetto al 2018 quando venivano stanziati contributi a 249 enti). Nel provvedimento, è contenuto il dettaglio del piano di ripartizione con la denominazione dell’istituto per il quale è erogato il contributo e l’importo dello stesso.

Istituti culturali, richiesta dei contributi annuali entro il 31 gennaio

La Direzione Generale Biblioteche e Istituti Culturali ha annunciato che gli istituti culturali avranno tempo fino al 31 gennaio 2019 per presentare domanda per accedere alla ripartizione dei contributi annuali previsti dalla legge 534/1996 sul finanziamento alle istituzioni culturali. Le modalità di presentazione delle domande sono indicate nella Circolare n.107 del 27 Dicembre 2012, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell’8 gennaio 2013.

Pubblichiamo l’articolo dell’Agenzia giornalistica AgCult.it che illustra gli adempimenti e i contenuti della misura.