Flavia Piccoli Nardelli è intervenuta alla Camera nel dibattito sul disegno di legge “per il rinnovo dei contratti pubblici” per sostenere l’ordine del giorno n. 9/1898/116, bocciato dalla maggioranza Lega-M5S, che avrebbe voluto impegnare il governo a investire parte dei fondi destinati alla videosorveglianza delle scuole in misure di sostegno per gli insegnanti afflitti da stress da lavoro-correlato: “burnout”.

L’insegnamento è un lavoro duro, non solo fisicamente, ma è considerato tra le professioni più predisposte allo sviluppo di problemi di salute mentale, malattie fisiche o sintomi comportamentali. Un disagio sempre più diffuso, tanto da comportare l’inserimento di tale professione, da parte degli studiosi di settore, tra le helping professions da tenere sotto osservazione.

Appello di freudiani e junghiani: investire sulla psicoanalisi

Flavia Piccoli Nardelli ha presieduto la conferenza stampa di presentazione dell’incontro “L’efficacia della terapia psicoanalitica nei contesti di cura”, che si terrà il 7 giugno presso L’Università La Sapienza, presentato oggi alla Camera e promosso da Società psicoanalitica italiana (Spi), i soci italiani della European federation for psychoanalytic psychotherapy (Siefpp), Associazione italiana psicologia analitica (Aipa) e Associazione italiana di psicoterapia psicoanalitica dell’infanzia, dell’adolescenza e della famiglia (Aippi).

Quattro realtà – alcune di ispirazione freudiana e altre junghiana – che lanciano un appello al mondo politico, sottolineando che le evidenze scientifiche mostrano come le psicoterapie psicodinamiche abbiano una maggiore efficacia nel tempo, sostenuta dal tipo di cambiamenti prodotta a lungo termine in merito alle risorse psicologiche, alla struttura della personalità e a una maggiore duttilità delle difese della persona.

Giornata nazionale della memoria e del sacrificio alpino

Flavia Piccoli Nardelli è intervenuta alla Camera nella discussine generale sulla proposta di legge Golinelli ed altri “Istituzione della Giornata nazionale della memoria e del sacrificio alpino” (A.C. 622-A), sostenendo che «la celebrazione del sacrificio e della memoria degli alpini possono diventare un caposaldo nella valorizzazione dei valori fondanti della Repubblica, anche se per commemorare la memoria degli alpini, sarebbe stato più opportuno che non si fosse scelta la data di una disastrosa ritirata seguita a una guerra di aggressione che gli alpini sicuramente non avevano voluto».

«Il valore degli alpini, in armi e in congedo, che devono passare alle generazioni future, sono legati, soprattutto alla propria identità di buoni cittadini, in guerra e in pace, di difensori del territorio nazionale in armi nelle calamità e di orgogliosi figli della Repubblica».

Quindi, «perché non scegliere allora una data diversa, come ad esempio quella del 15 ottobre, che celebra con orgoglio la fondazione del Corpo degli alpini, proprio per mettere in rilievo l’importanza, il valore e l’eroismo dei nostri alpini?»

Alla Camera discussione generale su educazione civica a scuola

Flavia Piccoli Nardelli è intervenuta alla Camera nella discussione generale sul testo unificato delle 16 proposte di legge di iniziativa popolare e parlamentare per l’introduzione dell’insegnamento scolastico dell’educazione civica.

Un provvedimento che ha contributi pregevoli e «di cui riconosciamo l’importanza ma non rinunciamo a chiedere con forza, almeno per la scuola secondaria superiore, il recupero di risorse per un insegnamento curricolare affidato alla responsabilità disciplinare storico-giuridica.
Così come non rinunciamo a chiedere maggiori investimenti in tema di formazione degli insegnanti e maggiore organicità nell’affrontare tematiche così significative».

DDL concretezza: no differenze di fiducia tra personale dell’istruzione, dell’università e della ricerca

Flavia Piccoli Nardelli è intervenuta alla Camera per sostenere l’emendamento 2.3 del Partito Democratico al ddl concretezza (A.C. 1433-A), che, riguardo alle disposizioni per il contrasto all’assenteismo, avrebbe escluso anche il personale del comparto dell’istruzione, dell’università e della ricerca dalla verifica biometrica dell’identità. Questo perché i tre settori costituiscono a tutti gli effetti un’unica realtà educante mentre il provvedimento purtroppo finisce, per un equivoco molto evidente, per colpire soltanto l’istruzione.

Dichiarazione di voto del PD sull’open access

Flavia Piccoli Nardelli è intervenuta in Aula alla Camera per la dichiarazione di voto del Partito Democratico sulla proposta di legge in materia di accesso aperto all’informazione scientifica, sostenendo che seppure siano condivisibili le motivazioni sottese all’intervento legislativo il provvedimento rimane un’occasione mancata, privo di quel coraggio necessario a guidare una transizione che tenga conto delle dinamiche di mercato e soprattutto dei criteri della valutazione di ricerca che condizionano i ricercatori, anche in relazione, appunto, a quanto si sta discutendo oggi all’interno dell’Unione europea. Siamo convinti che sarà necessario un attento monitoraggio nella fase di applicazione delle nuove disposizioni per evitare effetti indesiderati.

Mozione PD per lo sviluppo della formazione tecnologica e digitale a scuola

La Camera dei deputati ha approvato la mozione del Partito Democratico, Ascani ed altri n. 1-00136, concernenti iniziative per lo sviluppo della formazione tecnologica e digitale in ambito scolastico: «la chiave del successo nel rapporto tra tecnologia e lavoro deve abbracciare la rivoluzione digitale, a partire dai banchi di scuola. Lo ha sottolineato anche Unctad, la Conferenza delle Nazioni Unite sul commercio e lo sviluppo, nel suo report « Robot and industrialization in developing countries»: «(…) Bisogna ridisegnare i sistemi educativi – si legge nel documento – in modo da creare le competenze manageriali e professionali necessarie a lavorare con le nuove tecnologie (…)»

Accesso aperto all’informazione scientifica, un’occasione mancata

Flavia Piccoli Nardelli interviene in Aula alla Camera nella discussione generale sulla proposta di legge in materia di accesso aperto all’informazione scientifica presentata dal M5S.

Un provvedimento che Flavia Piccoli Nardelli ritiene in linea di principio condivisibile, sottolineando però che la proposta offre una lettura eccessivamente semplicistica della materia. Infatti, segnala che il testo è inadeguato, in questi termini, a guidare una transizione che tenga conto delle dinamiche del mercato e soprattutto dei criteri di valutazione delle opere scientifiche e delle norme relative alla proprietà intellettuale riconosciuta dal diritto d’autore.