Miur: reclutamento di 2.200 ricercatori nel 2018

Il Ministero della pubblica istruzione ha varato un piano per l’assunzione di oltre 2.200 fra ricercatrici e ricercatori, di cui oltre 900 destinati al Sud. È una decisione strategica, che guarda al futuro, alla nostra capacità di competere nello scenario internazionale.

La Ministra ha firmato i decreti, attuativi della legge di bilancio 2018, per il reclutamento di 1.305 posti di ricercatori di tipo B destinati alle Università e di altri 308 posti a tempo indeterminato per gli Enti per la ricerca vigilati dal MIUR.

Investire sulla “Buona Scuola” per modernizzare l’istruzione

Pubblichiamo l’interessante intervista di Vittorio Nuti alla presidente della Commissione Cultura della Camera, Flavia Piccoli Nardelli, pubblicata da Il Sole 24 Ore, che risponde ad una delle preoccupazioni dei lettori del Sole24Ore segnalate con #iotivotose: investire nella scuola per non lasciarla indietro rispetto agli altri Paesi europei.

Ghizzoni: non si lasci alla tecnica la politica universitaria

Riceviamo e pubblichiamo un interessante articolo di Manuela Ghizzoni, parlamentare del PD in Commissione Cultura alla Camera, su non si lasci alla tecnica la politica universitaria“, uscito il 6 settembre su “Scuola 24” – Il Sole 24 Ore.

Manuela Ghizzoni «In Italia ci sono pochi laureati. Siamo al penultimo posto in Europa. In particolare, è laureato il 24,8% dei giovani tra i 25 e i 34 anni, il 10,2% in meno rispetto alla media europea. In termini assoluti, rispetto all’Europa, mancano all’appello ben 700.000 giovani laureati italiani.

Un disegno di legge per promuovere la lettura

Articolo di Flavia Piccoli Nardelli pubblicato lunedì 6 febbraio sul quotidiano “La Stampa”.

Azioni di governo sul territorio nazionale e risorse per le biblioteche pubbliche

«Seicento professori universitari di chiara fama chiedono alla scuola primaria maggiori competenze, controlli più seri, partecipazione alle commissioni di esame di coloro che saranno poi responsabili dei successivi livelli di istruzione dei nostri ragazzi. La questione viene posta al governo e investe il Paese intero. Non è un problema secondario.

L’alternanza scuola-lavoro incrementa le opportunità degli studenti

Alternanza scuola – lavoro. È questo uno degli interventi più significativi previsti dalla Legge 107/2015. L’obiettivo è quello di incrementare le opportunità degli studenti di acquisire competenze spendibili nel mondo del lavoro. La norma ha anche l’obiettivo strategico di superare il ritardo culturale accumulato in questi campo nonostante gli sforzi del legislatore e l’impegno di molte istituzioni scolastiche che hanno investito in progetti d’avanguardia realizzati attraverso convenzioni tra scuola e imprese.

Il Paese, ovviamente, è andato avanti, non ha aspettato gli interventi della politica, dimostrando che i tempi sono maturi perché anche in Italia si realizzino interventi organici e di sistema rispetto ad un tema che è fondamentale.

Occorre attuare modalità di apprendimento flessibili che colleghino la formazione in aula con l’esperienza pratica arricchendo il percorso formativo degli studenti e favorendo il loro orientamento.

Ma è anche una straordinaria opportunità per le aziende da un lato e per le realtà culturali dall’altro di approfittare dell’aiuto che può venire da una nuova visione innovativa come quella che dei diciottenni possono portare nell’organizzazione del lavoro.

Credo quindi sia un passo indispensabile per il nostro Paese aver realizzato un collegamento organico tra scuola e mondo del lavoro attraverso partenariati stabili ed efficaci e aver correlato l’offerta formativa allo sviluppo culturale, sociale ed economico dei nostri territori.