Question time sulle nuove procedure di accesso a medicina

Flavia Piccoli Nardelli replica al Viceministro Fioramonti che ha fornto una risposta gravemente fuoviante all’interrogazione sulle ipotesi di sperimentazione di nuove procedure di accesso al corso di laurea in medicina e chirurgia presso l’Università di Ferrara, illustrata nel question time svoltosi il 7 febbraio scorso in Commissione Cultura alla Camera.

Valorizzazione e potenziamento dei percorsi di cittadinanza e costituzione

Il Partito Democratico ha depositato al Senato e alla Camera dei deputati una proposta di legge per il potenziamento delle competenze legate ai percorsi di cittadinanza e Costituzione, insegnamenti spesso trascurati che rappresentano, invece, un elemento fondamentale nel percorso di crescita di ogni ragazzo.

Infatti, siamo convinti che uno dei compiti più importanti della scuola sia quello di sviluppare negli studenti competenze di cittadinanza attiva ispirate ai valori della responsabilità, legalità, partecipazione, inclusione e solidarietà. Per questo, crediamo che il potenziamento di nuovi strumenti di conoscenza legato anche all’approfondimento in tutte le scuole della nostra Costituzione possa contribuire al sostegno di una cittadinanza europea attiva e consapevole, che si fondi sulla conoscenza e sul rispetto delle norme a fondamento del nostro vivere comune e che in futuro permetta ai ragazzi di partecipare in modo efficace e costruttivo alla vita sociale e lavorativa

La proposta del PD per migliorare l’accesso all’università

I deputati del Partito Democratico in Commissione Cultura alla Camera hanno presentato una proposta di legge per migliorare il sistema di accesso all’università e per risolvere l’annosa questione del finanziamento dei contratti di formazione specialistica medica.

La proposta di legge, firmata dai deputati Anna Ascani, Flavia Piccoli Nardelli, Michele Anzaldi, Lucia Ciampi, Rosa Maria Di Giorgi, Dario Franceschini, Patrizia Prestipino, e Andrea Rossi, in particolare si propone:

  • di incrementare del 10%o il numero dei posti disponibili per le immatricolazioni;
  • l’obbligo dell’orientamento nell’ultimo anno di scuola secondaria di secondo grado e dei corsi con frequenza obbligatoria organizzati dagli atenei;
  • di incrementare il Fondo per l’edilizia universitaria per adeguare le strutture al maggior numero di studenti iscritti;
  • di incrementare lo stanziamento per i contratti di formazione delle scuole di specializzazione mediche.

Stella, Corriere della Sera: Il tempo pieno alle elementari? Così Di Maio ci metterà 21 anni

Gian Antonio Stella ha pubblicato sul Corriere della Sera del 20 novembre scorso un bellissimo articolo su «Il tempo pieno alle elementari? Così Di Maio ci metterà 21 anni» che illustra puntualmente le incoerenze contenute nella proposta avanzata dal Movimento 5 Stelle di estendere il tempo pieno a tutte le scuole elementari, a tutti gli effetti disancorata dalla realtà dei fatti.

Scuola-lavoro, alternanza dimezzata. Si torna indietro di almeno 15 anni

Nel Documento di Economia e Finanza, il documento che è alla base della futura Legge di Bilancio, l’istruzione è uno dei principali settori colpiti dai tagli per finanziare le altre misure del governo Lega-M5S. Nel DEF si taglia sull’alternanza scuola lavoro: meno 50 milioni di euro.

Si tolgono così risorse per aiutare i ragazzi a fare orientamento, esperienze, acquisire competenze quando invece sarebbe fondamentale continuare a costruire una relazione tra saperi e loro applicazioni, tra competenze e loro espressione sociale.

Oltretutto, la legge di bilancio 2017, aveva inserito la possibilità di assumere, entro sei mesi dall’acquisizione del titolo di studio, studenti che avessero svolto, presso il medesimo datore di lavoro, percorsi di alternanza scuola-lavoro per la qualifica e il diploma professionale, godendo di un esonero contributivo.

Un duro colpo per i nostri ragazzi, perché se il legame scuola-azienda si indebolisce, il rischio è rendere incolmabile questo gap e privare così le nuove generazioni di opportunità per il futuro.

Perché escludere i test invalsi dall’esame di maturità?

“Con l’approvazione del milleproroghe la votazione conseguita nelle prove Invalsi non eserciterà più alcun peso sull’ammissione all’esame di maturità. Perché questo ritorno al passato? Di cosa abbiamo paura? Un Paese che vuol crescere deve costruire credendo nella cultura della valutazione del merito”.

Flavia Piccoli Nardelli interviene in Aula alla Camera dei deputati, durante la discussione del decreto milleproroghe, a sostegno del proprio ordine del giorno contrario a bloccare il requisito della prova Invalsi d’italiano, matematica e inglese, per l’ammissione all’esame di maturità.