Perché ho votato contro il decreto sicurezza

Il decreto legge 113 è molto lontano dall’idea di sicurezza che apparentemente afferma di voler garantire o almeno lo è per la cultura politica cui appartengo. È legato ad un’idea di sicurezza “militarizzata” molto lontana da quella fatta di impegno per la collettività, per la società civile, fatta di aiuto reciproco, in cui mi riconosco. Assimilare in un unico provvedimento sicurezza e immigrazione lo si è detto è profondamente sbagliato: molte delle misure previste non offrono garanzie adeguate, specialmente verso le persone più deboli come i minori non accompagnati.

Il Decreto InSicurezza

Il cosiddetto “decreto sicurezza” o “decreto Salvini” (dl 113 del 4 ottobre 2018) parte innanzitutto da una filosofia di fondo profondamente sbagliata, perché sovrappone in modo scontato e automatico il tema della sicurezza e quello dell’immigrazione, affrontando quest’ultimo in termini solo “securitari” e al tempo stesso in modo propagandistico, soffiando sul fuoco delle paure delle persone.

Dopo di che, scendendo nel merito, le misure in esso contenute sono in realtà inefficaci e addirittura controproducenti dal punto di vista degli effetti pratici, con un vero e proprio “effetto boomerang” dal punto di vista della sicurezza. Non si scoraggerà certo l’immigrazione, e aumenterà l’insicurezza. Alcune delle misure del decreto hanno portato addirittura a sollevare forti dubbi sulla sua costituzionalità, tanto che il Presidente della Repubblica, in modo irrituale ma motivato, ha accompagnato la sua firma con una precisa lettera che ha richiamato gli obblighi internazionali dello Stato e in particolare quanto direttamente disposto dall’articolo 10 della Costituzione, che protegge i cittadini stranieri.

È scomparso l’Ambasciatore Luigi Vittorio Ferraris

È scomparso l’Ambasciatore Luigi Vittorio Ferraris, un uomo che sarà ricordato per la sua intelligenza, preparazione e generosità.

Acuto e animato da grande curiosità intellettuale ha portato la sua competenza nel mondo accademico e nelle sedi delle grandi fondazioni culturali del nostro Paese.

Ha saputo suscitare energie e investire sui giovani.

È stato un grande Ambasciatore nella Germania della preunificazione. Resterà a noi il suo ricordo e il rimpianto per la sua assenza

100 anni dalla fine della Grande Guerra

Ricorre oggi il centenario della vittoria dell’Italia nella Prima Guerra Mondiale, che è costata anni durissimi di sofferenza e di sacrificio sia dei nostri soldati impegnati sui campi di battaglia, sia della popolazione civile coinvolta nelle zone del fronte.

La guerra ha coinvolto in modo diretto anche il Trentino, la terra in cui sono nata e cresciuta e anche la mia famiglia forzosamente evacuata all’inizio del conflitto a Kirchbichl, un piccolo centro dell’Austria. Mio padre nacque in quel piccolo paese e visse le privazioni che coinvolsero allora la popolazione locale, provata dalla scarsità di cibo e di materie prime.

Auschwitz e Birkenau, l’orrore nei racconti dei sopravvissuti

Tre giorni in Polonia con un gruppo di parlamentari italiani, un viaggio della memoria a Auschwitz e Birkenau, per rendere omaggio alle vittime della Shoah, conservare memoria di quel che avvenne e riaffermare con forza l’impegno affinché l’umanità non debba più conoscere tragedie simili, frutto di intolleranza e odio contro le diversità.

L’orrore dell’Olocausto raccontato da due sopravvissuti, Tatiana Bucci e Sami Modiano, che ci hanno accompagnato insieme a Marcello Pezzetti, un autorevole storico della Fondazione Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea CDEC Onlus che ha raccolto e studiato le testimonianze dei sopravvissuti italiani.

Leopolda9: “Il patrimonio culturale : proposte per il presente e per il futuro”

Pubblichiamo il report del Tavolo 43 Cultura dal titolo “Il patrimonio culturale: proposte per il presente e per il futuro”, prodotto dal gruppo di lavoro riunitosi nella mattinata di sabato 20 ottobre nel corso della nona edizione della Leopolda, a Firenze.

Flavia Piccoli Nardelli ha coordinato l’incontro del Tavolo 43 che ha visto riunite un folto gruppo di persone appassionate e competenti che hanno condiviso idee e proposte confrontandosi su problematiche e progetti di sviluppo riguardo il futuro delle politiche culturali del Partito Democratico.

A breve la card cultura anche per i giovani nati nel 2000

Ho interrogato il Ministro Alberto Bonisoli, durante il question time alla Camera di mercoledì 17 ottobre scorso, in merito al grave ritardo del Mibac nell’attivazione della card cultura destinata ai giovani nati nell’anno 2000. Infatti, non è ancora possibile per i ragazzi che compiono 18 anni nel 2018 iscriversi alla 18App e così accedere al bonus di 500 euro da spendere in acquisti culturali (per cinema, musica, eventi culturali, libri, musei, monumenti, parchi, teatro, danza, corsi di formazione), nonostante il Partito Democratico avesse già stanziato le risorse per finanziarla nella scorsa legge di Bilancio.

Magatti: Il vecchio sta crollando e il nuovo non si vede

«La crisi consiste nel fatto che il vecchio muore e il nuovo non può nascere: in questo interregno si verificano i fenomeni morbosi più svariati», scriveva Antonio Gramsci nei Quaderni dal carcere. Parte da questa riflessione, per molti versi senza tempo, l’ultimo articolo del sociologo Mauro Magatti “Il vecchio sta crollando e il nuovo non si vede”, pubblicato domenica 7 ottobre sul Corriere della Sera. “La partita si gioca sull’idea di futuro – ci dice Magatti, anche se – “… si parla troppo poco delle condizioni necessarie per realizzare un modello di crescita più sensato, inclusivo e desiderabile”.