Rai: Lega e M5S Mettono mani su palinsesti senza una strategia industriale

Roma, 4 lug. (AdnKronos) – «Leggiamo che in Rai l’occupazione politica di Lega e M5S sta diventando sempre più invasiva arrivando a fare e disfare i palinsesti sulla base di criteri che sembrano non corrispondere ad alcun piano industriale e ad alcuna strategia per recuperare gli ascolti che stanno precipitando sempre di più.

Un approccio che condanniamo con fermezza perché sembra rispondere solamente alla voglia di fare repulisti nell’azienda e nei programmi principali delle reti Rai a beneficio esclusivo della propaganda di Salvini e Di Maio». Così la deputata democratica, Flavia Piccoli Nardelli.

Le mie ultime interviste radiofoniche sulla lettura e su art bonus

Qui si è possibile ascoltare la mia intervista a Radio24 con la giornalista Elisabetta Fiorito:

http://www.radio24.ilsole24ore.com/programma/questa-estate/trasmissione-agosto-2016-100208-gSLAEr43zB

e qui di seguito il link all’intervista a Radio Radicale con il giornalista Lanfranco Palazzolo:

http://www.radioradicale.it/scheda/479919/intervista-a-flavia-piccoli-nardelli-su-art-bonus

Se l’arte sbarca in ospedale

Da Torino a Roma si moltiplicano le strutture che nei loro grandi atri, lungo i corridoi e sulle pareti dei reparti allestiscono mostre di quadri, statue, installazioni. Che nelle sale d’attesa ospitano concerti e letture di poesie. O che all’interno dell’edificio aprono una vera e propria sala cinematografica, come quella da 130 posti, di cui 15 per le carrozzine e dieci per i letti, che inaugura questa mattina al Policlinico Gemelli di Roma. Un segnale che l’arte non è considerata più solo un balsamo per l’anima o una cura per la mente, ma anche una medicina per il corpo malato.

(Fonte La Repubblica 13 aprile 2016)

Intervento alla presentazione del libro “La crisi sprecata” di Fabio Donato

(8 aprile 2014) Il comparto culturale genera una fetta di Pil stimata intorno al 15 %. Uscire dalla crisi significa in primo luogo capire come essa è nata e le conseguenze in termini di risorse ridotte per tutto il mondo della cultura: meno 20 % di finanziamenti pubblici; meno 30 % di finanziamenti privati; meno 35 % di contributi da parte delle fondazioni bancarie.