Alla Camera discussione generale su educazione civica a scuola

Flavia Piccoli Nardelli è intervenuta alla Camera nella discussione generale sul testo unificato delle 16 proposte di legge di iniziativa popolare e parlamentare per l’introduzione dell’insegnamento scolastico dell’educazione civica.

Un provvedimento che ha contributi pregevoli e «di cui riconosciamo l’importanza ma non rinunciamo a chiedere con forza, almeno per la scuola secondaria superiore, il recupero di risorse per un insegnamento curricolare affidato alla responsabilità disciplinare storico-giuridica.
Così come non rinunciamo a chiedere maggiori investimenti in tema di formazione degli insegnanti e maggiore organicità nell’affrontare tematiche così significative».

Question time sulle nuove procedure di accesso a medicina

Flavia Piccoli Nardelli replica al Viceministro Fioramonti che ha fornto una risposta gravemente fuoviante all’interrogazione sulle ipotesi di sperimentazione di nuove procedure di accesso al corso di laurea in medicina e chirurgia presso l’Università di Ferrara, illustrata nel question time svoltosi il 7 febbraio scorso in Commissione Cultura alla Camera.

Valorizzazione e potenziamento dei percorsi di cittadinanza e costituzione

Il Partito Democratico ha depositato al Senato e alla Camera dei deputati una proposta di legge per il potenziamento delle competenze legate ai percorsi di cittadinanza e Costituzione, insegnamenti spesso trascurati che rappresentano, invece, un elemento fondamentale nel percorso di crescita di ogni ragazzo.

Infatti, siamo convinti che uno dei compiti più importanti della scuola sia quello di sviluppare negli studenti competenze di cittadinanza attiva ispirate ai valori della responsabilità, legalità, partecipazione, inclusione e solidarietà. Per questo, crediamo che il potenziamento di nuovi strumenti di conoscenza legato anche all’approfondimento in tutte le scuole della nostra Costituzione possa contribuire al sostegno di una cittadinanza europea attiva e consapevole, che si fondi sulla conoscenza e sul rispetto delle norme a fondamento del nostro vivere comune e che in futuro permetta ai ragazzi di partecipare in modo efficace e costruttivo alla vita sociale e lavorativa

La proposta del PD per migliorare l’accesso all’università

I deputati del Partito Democratico in Commissione Cultura alla Camera hanno presentato una proposta di legge per migliorare il sistema di accesso all’università e per risolvere l’annosa questione del finanziamento dei contratti di formazione specialistica medica.

La proposta di legge, firmata dai deputati Anna Ascani, Flavia Piccoli Nardelli, Michele Anzaldi, Lucia Ciampi, Rosa Maria Di Giorgi, Dario Franceschini, Patrizia Prestipino, e Andrea Rossi, in particolare si propone:

  • di incrementare del 10%o il numero dei posti disponibili per le immatricolazioni;
  • l’obbligo dell’orientamento nell’ultimo anno di scuola secondaria di secondo grado e dei corsi con frequenza obbligatoria organizzati dagli atenei;
  • di incrementare il Fondo per l’edilizia universitaria per adeguare le strutture al maggior numero di studenti iscritti;
  • di incrementare lo stanziamento per i contratti di formazione delle scuole di specializzazione mediche.

La Cultura resta una nostra priorità

Anna Ascani, capogruppo del Partito Democratico in Commissione Cultura alla Camera dei deputati, risponde con un tempestivo quanto esauriente articolo, La Cultura resta una nostra priorità pubblicato su “Il Messaggero” del 9 dicembre, alle critiche sull’assenza di un dibattito politico per promuovere la crescita culturale del Paese che Luca Ricolfi ha cercato di argomentare nel suo editoriale “La cultura dimenticata vero freno alla crescita. Il silenzio dei partiti”, pubblicato sempre da “Il Messaggero” dell’8 dicembre.

Legge di Bilancio: nessuna progettualità sulla cultura

«Nella legge di bilancio manca progettualità sulla cultura. Non ci sono gli investimenti dei cinque anni precedenti e un Paese che non investe in cultura è un Paese che non costruisce il futuro”, dichiara all’agenzia di stampa DIRE Flavia Piccoli Nardelli, deputata del Partito Democratico, al termine di una conferenza stampa alla Camera sulle gravi lacune della nuova legge di bilancio presentata dal governo Lega-5Stelle.

Il Governo è contro la cultura. Il PD dice no

«Senza cultura, senza istruzione non c’è futuro. Il governo Lega-5Stelle ha presentato una legge di Bilancio impietosa per scuola, cultura, ricerca, editoria.

Questa manovra fa danni enormi: per la cultura non ci sono progetti, non ci sono fondi, non ci sono idee» dichiara Flavia Piccoli Nardelli nella conferenza stampa del Partito Democratico dal titolo “Il governo contro la cultura, la scuola, l’università, la ricerca, lo sport, l’editoria: il Pd dice NO”.

DEF 2018: parere negativo

Condivido la dichiarazione di Pier Carlo Padoan sulla Nota di Aggiornamento al DEF: «questa NADEF è un documento basato su misure che sono inefficaci, dannose e pericolose per il Paese: sono inefficaci perché non sono iscritte in una visione complessiva e logica di lungo periodo di dove si può portare il Paese; sono dannose perché implicano in molti casi lo smantellamento di misure che già funzionano per trovare risorse che altrimenti non sarebbero disponibili; sono pericolose perché inseriscono nel sistema fattori di rischio, quei fattori di rischio che i mercati già da mesi stanno valutando e ogni giorno che passa costituiscono una tassa crescente, la tassa del Governo sul Paese, una tassa crescente sulle tasche dei cittadini».

Infatti, anche per le parti di comptenza della Commissione Cultura (scuola, università, ricerca e beni culturali) la Nota di aggiornamento del DEF 2018 presentata dalla maggioranza Lega-M5S è non solo generica ma fortemente lacunosa:  si taglia pesantemente sull’alternanza scuola lavoro senza precisare dove saranno destinate quelle risorse; non si capisce come si intenda promuovere l’inclusione scolastica; non sono chiari i progetti per la scuola digitale; nessuna novità sull’edilizia scolastica; non si spiega come saranno finanziate le assunzioni di personale nella scuola e nei beni culturali; non si specifica quale riduzione di risorse comporterà il trasferimento della competenza sul turismo dal Ministero per i beni culturali al Ministero dell’agricoltura; non si fa cenno a misure concrete in favore della ricerca; non si specificano gli strumenti per ampliare la no tax area dell’Università.