Editoria: Nardelli (Pd), bene Martella, no a tagli e nuova legge di sistema

(ANSA) – ROMA, 29 OTT – «Le dichiarazioni programmatiche del sottosegretario per l’Editoria Andrea Martella rappresentano un cambio di paradigma per l’intero sistema rispetto al recente passato. Nel 2020 non ci saranno tagli e nel frattempo il differimento servirà per definire una nuova legge di sistema, con l’obiettivo di ridisegnare gli strumenti di sostegno ad uno dei pilastri della nostra democrazia, come il diritto all’informazione», afferma Flavia Piccoli Nardelli, capogruppo Pd in commissione Cultura alla Camera, intervenendo alla conclusione dell’audizione del Sottosegretario Andrea Martella sulle linee programmatiche dell’attività di Governo in materia di editoria..

Editoria, Martella: intervento pubblico imposto dal pluralismo

«E’ necessaria una nuova cornice legislativa che favorisca l’accesso al sostegno economico pubblico a tutti soggetti editoriali … Occorre una legge di sistema per l’editoria, una legge 5.0 che ridefinisca la contribuzione diretta pubblica all’editoria. Ridisegnare il sistema per dare stabilità e certezza alle società editoriali» ha affermato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega per l’editoria, Andrea Martella, durante l’audizione sulle linee programmatiche dell’attività di Governo in materia di editoria svoltasi oggi davanti alla Commissione Cultura della Camera dei deputati.

Art bonus: 400milioni di donazioni e 13mila mecenati

«Investimento in cultura sia centrale nella valutazione della responsabilità sociale d’impresa»

Il Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo, Dario Franceschini, ha risposto alla Camera ad un’interrogazione di Flavia Piccoli Nardelli (Art bonus question time 22ott19) che chiedeva gli ultimi dati sui risultati finora raggiunti dalle erogazioni liberali in favore della cultura e dello spettacolo previste dall’art bonus, il credito di imposta del 65 per cento per le donazioni a favore del patrimonio culturale.

Il Ministro Franceschini ha ricordato che «la norma è stata introdotta nel nostro ordinamento con un voto molto largo del Parlamento nel 2014, prima con un oggetto più limitato – gli interventi sui beni culturali pubblici – poi, con alcuni interventi successivi, estesa anche ad altri campi, compresi le fondazioni lirico-sinfoniche, teatri di tradizione e in ogni occasione il Parlamento ha immaginato la possibilità di estenderla ad altri settori.

Audizione del Ministro dell’istruzione Lorenzo Fioramonti

Fioramonti, sicurezza, innovazione, sostenibilita’ Queste le linee della mia azione

Il Ministro della Pubblica Istruzione, Lorenzo Fioramonti, ha illustrato alle commissioni riunite Istruzione e Cultura di Camera e Senato le linee programmatiche del suo dicastero.

Il Ministro ha iniziato il proprio intervento affermando che «la visione del Miur puo’ essere rappresentata da tre parole: sicurezza, innovazione e sostenibilita’. Saranno al centro della la mia azione».

Audizione del Ministro Franceschini in Commissione Cultura

Il ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini, ha presentato al Parlamento le linee programmatiche del suo nuovo mandato, il secondo alla guida del Dicastero, nel corso della sua audizione in Commissione Cultura alla Camera, evidenziando che «è un passaggio non solo formale e dovuto ma momento molto utile per ascoltare le osservazioni e i suggerimenti dei gruppi parlamentari all’inizio di un percorso di governo».

Il Ministro ha cominciato il proprio intervento asserendo che «una delle grandi sfide è quella di far diventare le politiche della cultura centrali nelle scelte strategiche del Paese, del Parlamento e del Governo …  Non è un discorso retorico, sicuramente il patrimonio culturale materiale e immateriale, del passato e del presente, è una delle grandi peculiarità, uno dei punti forza del paese e una delle grandi opportunità di investimento e valorizzazione … È uno dei terreni, merce rara in questo periodo, in cui si potrebbe arrivare a convergenze e rapporti positivi tra maggioranza e opposizione».

Il Ministro ha poi ringraziato il suo predecessore Alberto Bonisoli per il lavoro svolto assicurando che «non farò alcuna controriforma della controriforma (come è stato chiamato il lavoro del ministro Bonisoli). Non c’è stata una controriforma della riforma dei Beni culturali. Ci sono stati dei correttivi, alcuni li condivido altri meno, ma i cardini di quella riforma sono rimasti».

Mattarella: “Politica ha il dovere di sviluppare diffusione della lettura”

Pubblichiamo il discorso integrale del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione del 150° anniversario dell’Associazione Italiana Editori (AIE).

«Rivolgo a tutti un saluto molto cordiale, al Ministro e agli Ambasciatori presenti e a tutti i protagonisti di questo appuntamento così significativo e importante.

Centocinquant’anni sono una lunga storia che gli editori, gli stampatori, hanno avuto la capacità di costruire insieme ai tanti autori – poeti, narratori, scienziati – a cui hanno dato la possibilità di esprimersi, di far conoscere il frutto della loro creatività e i risultati della loro scienza e dei loro studi.

Il decreto lirica non innova e non stanzia risorse

«È improprio dire che questo decreto-legge è un provvedimento sulla cultura, perché purtroppo non innova, non stanzia risorse, non investe sul futuro: è un insieme di disposizioni che vuol superare situazioni di incertezza normativa» afferma Flavia Piccoli Nardelli durante il proprio intervento alla Camera in  discussione generale per la conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 59/2019 recante misure urgenti in materia di personale delle fondazioni lirico sinfoniche, di sostegno del settore del cinema e audiovisivo e finanziamento delle attività del Ministero per i beni e le attività culturali e per lo svolgimento della manifestazione UEFA Euro 2020.

Flavia Piccoli Nardelli è intervenuta alla Camera nel dibattito sul disegno di legge “per il rinnovo dei contratti pubblici” per sostenere l’ordine del giorno n. 9/1898/116, bocciato dalla maggioranza Lega-M5S, che avrebbe voluto impegnare il governo a investire parte dei fondi destinati alla videosorveglianza delle scuole in misure di sostegno per gli insegnanti afflitti da stress da lavoro-correlato: “burnout”.

L’insegnamento è un lavoro duro, non solo fisicamente, ma è considerato tra le professioni più predisposte allo sviluppo di problemi di salute mentale, malattie fisiche o sintomi comportamentali. Un disagio sempre più diffuso, tanto da comportare l’inserimento di tale professione, da parte degli studiosi di settore, tra le helping professions da tenere sotto osservazione.